Gianfranco de Bosio

regista de Il Terrorista e Aida

Gianfranco de Bosio

regista de Il Terrorista e Aida

Gianfranco de Bosio è stato uno dei maggiori registi italiani di Teatro, Cinema, Televisione e Opera Lirica del XX sec.

Tra le sue maggiori opere si annoverano Il Terrorista 1963, Nabucco e l’Aida.

Nato a Verona il 16/09/1924, figlio dell’Avv. Francesco de Bosio e di Teresa Ada Dean, dopo aver frequentato il liceo Maffei, dove ha modo di incontrare il Prof. D. Formaggio, si trasferisce a Padova per proseguire gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Allievo di umanisti illustri quali C. Marchesi, M. Valgimigli e D. Valeri, dopo l’8 settembre del 1943 prende parte attiva nella resistenza e diviene membro del Cln di Verona per la sezione veronese della DC da lui fondata.

Nel 1946, a guerra conclusa, dà vita al Teatro dell’Università di Padova.
L’esperienza, che inizia con la messinscena delle Coefore di Eschilo, subito seguita dal Pellicano di Strindberg, va avanti fino al 1953, con una parentesi, tra il 1947 e il 1948, caratterizzata dal trasferimento di de Bosio a Parigi per un periodo formativo presso l’EPJD, scuola che si avvale del patrocinio di J.L. Barrault e della direzione di J. M. Conty.

Gianfranco de Bosio

Rientrato in Italia fonda la scuola del Teatro dell’Università di Padova.
Gli anni padovani sono contraddistinti dalla messinscena di opere di Goldoni, ma soprattutto dalla riscoperta del Ruzante nell’originale lingua pavana, a partire dalla messinscena de La Moscheta nel 1950.

Questo spettacolo segna l’inizio di un sodalizio duraturo tra il regista veronese e il Ruzante.
In primo luogo, si ricorda il lavoro di analisi dei testi ruzantiani in lingua originale, condotto insieme a L. Zorzi, che culminerà nel 1967 con la pubblicazione dell’Opera omnia del Beolco accompagnata da una filologica traduzione in italiano.


In secondo luogo, il lungo sodalizio va avanti con le produzioni degli anni ‘60 del Teatro Stabile di Torino e del Piccolo Teatro di Milano, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ‘70, con le collaborazioni con il Gruppo della Rocca e poi, nel mondo, in Argentina, Ucraina e Russia, fino ad arrivare ad esperienze più recenti quali la messinscena di Bilora in cinese rappresentata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino del 2002 e della Vaccaria realizzata a Fiume con gli allievi del Piccolo di Milano e gli attori del Teatro Nazionale Croato.

Ritratto di Gianfranco de Bosio
Ritratto di Gianfranco de Bosio ad opera della pittrice spagnola Sofìa Gandarias.

A de Bosio va riconosciuto anche il merito di aver portato in Italia le prime regie brechtiane nel dopoguerra, forte della collaborazione con E. Bentley; dalla messinscena di Un uomo è un uomo (1953), fino alla Resistibile Ascesa di Arturo Ui con Franco Parenti protagonista. Spettacolo quest’ultimo messo in scena nel 1961, prodotto dal Teatro Stabile di Torino del quale de Bosio sarà Direttore artistico dal 1957 al 1968.

Nel 1963 fa il suo esordio nel cinema con il film Il Terrorista, che vede protagonisti G. M. Volonté e A. Aimée e, tra gli altri, P. Leroy, G. Bosetti, R. Carrà. Presentato al Festival del Cinema di Venezia ‘63, è considerato un classico del cinema sulla Resistenza. Nel 1966 mette in scena Se questo è un uomo di P. Levi, con 50 attori provenienti da diverse nazioni europee, spettacolo vincitore del premio IDI St. Vincent 1967.

È stato Sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona per due mandati, dal 1969 al 1972 e dal 1992 al 1998.

All’Arena di Verona debutta nel 1977 con la regia di Romeo e Giulietta di Gounod.
Nel 1979 realizza Mefistofele di Boito e nel 1982, Otello di Verdi e la storica rievocazione dell’Aida del 1913.
Quest’ultima presente in ben 22 stagioni dal 1982 al 2019, risulta essere la creazione registica areniana con più rappresentazioni e più pubblico di tutti i tempi, rappresentata anche in Svizzera, Germania, a Vienna, Tokyo e Israele.
Nel 1987 cura la regia della Traviata e nel 1991 di Nabucco, ancora oggi rappresentato.

La sua attività di regista nel campo della Lirica si svolge in Italia, Austria, Ungheria, Slovacchia, Israele, Giappone, Cina e Oman: realizza la tetralogia di Wagner, opere di Monteverdi, Händel, Salieri, Mozart, Rossini, Donizetti, Gounod, Massenet, Puccini e di molti autori contemporanei (tra cui Corghi).

Nel 1996 è tra i fondatori dell’I.I.O.P, promotore di numerosi eventi.
Si ricorda in particolare la messinscena dell’opera di M. G. Zen Chronos Parádoksos con libretto composto da versi di 23 poeti di fama internazionale che ripercorre le tappe salienti della costituzione dell’Europa Unita (vincitore del premio Matteotti 2012).

Tra le produzioni cinematografiche: il film La Betìa, tratto dalle commedie del Ruzante, prodotto da A. Bini, con N. Manfredi, R. Schiaffino, M. Carotenuto e L. Toffolo. Di particolare rilievo è la prima produzione internazionale italo-inglese americana della RAI: Moses the Lawgiver (Mosè), sceneggiata da A. Burgess, con B. Lancaster protagonista. Si segnala anche Delitto di Stato con Fantoni e Brigliadori.

È stato docente presso l’Università IULM di Milano, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano e Verona Opera Academy.

Nel 2009 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente G. Napolitano.

Gianfranco de Bosio è stato uno dei maggiori registi italiani di Teatro, Cinema, Televisione e Opera Lirica del XX sec.
Nato a Verona il 16/09/1924, figlio dell’Avv. Francesco de Bosio e di Teresa Ada Dean, dopo aver frequentato il liceo Maffei, dove ha modo di incontrare il Prof. D. Formaggio, si trasferisce a Padova per proseguire gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Gianfranco de Bosio

Allievo di umanisti illustri quali C. Marchesi, M. Valgimigli e D. Valeri, dopo l’8 settembre del 1943 prende parte attiva nella resistenza e diviene membro del Cln di Verona per la sezione veronese della DC da lui fondata.

Nel 1946, a guerra conclusa, dà vita al Teatro dell’Università di Padova.
L’esperienza, che inizia con la messinscena delle Coefore di Eschilo, subito seguita dal Pellicano di Strindberg, va avanti fino al 1953, con una parentesi, tra il 1947 e il 1948, caratterizzata dal trasferimento di de Bosio a Parigi per un periodo formativo presso l’EPJD, scuola che si avvale del patrocinio di J.L. Barrault e della direzione di J. M. Conty.

Rientrato in Italia fonda la scuola del Teatro dell’Università di Padova.
Gli anni padovani sono contraddistinti dalla messinscena di opere di Goldoni, ma soprattutto dalla riscoperta del Ruzante nell’originale lingua pavana, a partire dalla messinscena de La Moscheta nel 1950.

Questo spettacolo segna l’inizio di un sodalizio duraturo tra il regista veronese e il Ruzante.
In primo luogo, si ricorda il lavoro di analisi dei testi ruzantiani in lingua originale, condotto insieme a L. Zorzi, che culminerà nel 1967 con la pubblicazione dell’Opera omnia del Beolco accompagnata da una filologica traduzione in italiano.

In secondo luogo, il lungo sodalizio va avanti con le produzioni degli anni ‘60 del Teatro Stabile di Torino e del Piccolo Teatro di Milano, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ‘70, con le collaborazioni con il Gruppo della Rocca e poi, nel mondo, in Argentina, Ucraina e Russia, fino ad arrivare ad esperienze più recenti quali la messinscena di Bilora in cinese rappresentata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino del 2002 e della Vaccaria realizzata a Fiume con gli allievi del Piccolo di Milano e gli attori del Teatro Nazionale Croato.

Ritratto di Gianfranco de Bosio
Ritratto di Gianfranco de Bosio ad opera della pittrice spagnola Sofìa Gandarias.

A de Bosio va riconosciuto anche il merito di aver portato in Italia le prime regie brechtiane nel dopoguerra, forte della collaborazione con E. Bentley; dalla messinscena di Un uomo è un uomo (1953), fino alla Resistibile Ascesa di Arturo Ui con Franco Parenti protagonista. Spettacolo quest’ultimo messo in scena nel 1961, prodotto dal Teatro Stabile di Torino del quale de Bosio sarà Direttore artistico dal 1957 al 1968.

Nel 1963 fa il suo esordio nel cinema con il film Il Terrorista, che vede protagonisti G. M. Volonté e A. Aimée e, tra gli altri, P. Leroy, G. Bosetti, R. Carrà. Presentato al Festival del Cinema di Venezia ‘63, è considerato un classico del cinema sulla Resistenza. Nel 1966 mette in scena Se questo è un uomo di P. Levi, con 50 attori provenienti da diverse nazioni europee, spettacolo vincitore del premio IDI St. Vincent 1967.

È stato Sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona per due mandati, dal 1969 al 1972 e dal 1992 al 1998.

All’Arena di Verona debutta nel 1977 con la regia di Romeo e Giulietta di Gounod.
Nel 1979 realizza Mefistofele di Boito e nel 1982, Otello di Verdi e la storica rievocazione dell’Aida del 1913.
Quest’ultima presente in ben 22 stagioni dal 1982 al 2019, risulta essere la creazione registica areniana con più rappresentazioni e più pubblico di tutti i tempi, rappresentata anche in Svizzera, Germania, a Vienna, Tokyo e Israele.
Nel 1987 cura la regia della Traviata e nel 1991 di Nabucco, ancora oggi rappresentato.

La sua attività di regista nel campo della Lirica si svolge in Italia, Austria, Ungheria, Slovacchia, Israele, Giappone, Cina e Oman: realizza la tetralogia di Wagner, opere di Monteverdi, Händel, Salieri, Mozart, Rossini, Donizetti, Gounod, Massenet, Puccini e di molti autori contemporanei (tra cui Corghi).

Nel 1996 è tra i fondatori dell’I.I.O.P, promotore di numerosi eventi.
Si ricorda in particolare la messinscena dell’opera di M. G. Zen Chronos Parádoksos con libretto composto da versi di 23 poeti di fama internazionale che ripercorre le tappe salienti della costituzione dell’Europa Unita (vincitore del premio Matteotti 2012).

Tra le produzioni cinematografiche: il film La Betìa, tratto dalle commedie del Ruzante, prodotto da A. Bini, con N. Manfredi, R. Schiaffino, M. Carotenuto e L. Toffolo. Di particolare rilievo è la prima produzione internazionale italo-inglese americana della RAI: Moses the Lawgiver (Mosè), sceneggiata da A. Burgess, con B. Lancaster protagonista. Si segnala anche Delitto di Stato con Fantoni e Brigliadori.

È stato docente presso l’Università IULM di Milano, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano e Verona Opera Academy.

Nel 2009 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente G. Napolitano.

Gianfranco de Bosio

Gianfranco de Bosio è stato uno dei maggiori registi italiani di Teatro, Cinema, Televisione e Opera Lirica del XX sec.

Tra le sue maggiori opere si annoverano Il Terrorista 1963, Nabucco e l’Aida.

Nato a Verona il 16/09/1924, figlio dell’Avv. Francesco de Bosio e di Teresa Ada Dean, dopo aver frequentato il liceo Maffei, dove ha modo di incontrare il Prof. D. Formaggio, si trasferisce a Padova per proseguire gli studi presso la Facoltà di Lettere e Filosofia.

Allievo di umanisti illustri quali C. Marchesi, M. Valgimigli e D. Valeri, dopo l’8 settembre del 1943 prende parte attiva nella resistenza e diviene membro del Cln di Verona per la sezione veronese della DC da lui fondata.

Nel 1946, a guerra conclusa, dà vita al Teatro dell’Università di Padova.
L’esperienza, che inizia con la messinscena delle Coefore di Eschilo, subito seguita dal Pellicano di Strindberg, va avanti fino al 1953, con una parentesi, tra il 1947 e il 1948, caratterizzata dal trasferimento di de Bosio a Parigi per un periodo formativo presso l’EPJD, scuola che si avvale del patrocinio di J.L. Barrault e della direzione di J. M. Conty.

Rientrato in Italia fonda la scuola del Teatro dell’Università di Padova.
Gli anni padovani sono contraddistinti dalla messinscena di opere di Goldoni, ma soprattutto dalla riscoperta del Ruzante nell’originale lingua pavana, a partire dalla messinscena de La Moscheta nel 1950.

Questo spettacolo segna l’inizio di un sodalizio duraturo tra il regista veronese e il Ruzante.
In primo luogo, si ricorda il lavoro di analisi dei testi ruzantiani in lingua originale, condotto insieme a L. Zorzi, che culminerà nel 1967 con la pubblicazione dell’Opera omnia del Beolco accompagnata da una filologica traduzione in italiano.

In secondo luogo, il lungo sodalizio va avanti con le produzioni degli anni ‘60 del Teatro Stabile di Torino e del Piccolo Teatro di Milano, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio degli anni ‘70, con le collaborazioni con il Gruppo della Rocca e poi, nel mondo, in Argentina, Ucraina e Russia, fino ad arrivare ad esperienze più recenti quali la messinscena di Bilora in cinese rappresentata presso l’Istituto Italiano di Cultura di Pechino del 2002 e della Vaccaria realizzata a Fiume con gli allievi del Piccolo di Milano e gli attori del Teatro Nazionale Croato.

Ritratto di Gianfranco de Bosio
Ritratto di Gianfranco de Bosio ad opera della pittrice spagnola Sofìa Gandarias.

A de Bosio va riconosciuto anche il merito di aver portato in Italia le prime regie brechtiane nel dopoguerra, forte della collaborazione con E. Bentley; dalla messinscena di Un uomo è un uomo (1953), fino alla Resistibile Ascesa di Arturo Ui con Franco Parenti protagonista. Spettacolo quest’ultimo messo in scena nel 1961, prodotto dal Teatro Stabile di Torino del quale de Bosio sarà Direttore artistico dal 1957 al 1968.

Nel 1963 fa il suo esordio nel cinema con il film Il Terrorista, che vede protagonisti G. M. Volonté e A. Aimée e, tra gli altri, P. Leroy, G. Bosetti, R. Carrà. Presentato al Festival del Cinema di Venezia ‘63, è considerato un classico del cinema sulla Resistenza. Nel 1966 mette in scena Se questo è un uomo di P. Levi, con 50 attori provenienti da diverse nazioni europee, spettacolo vincitore del premio IDI St. Vincent 1967.

È stato Sovrintendente dell’Ente Lirico Arena di Verona per due mandati, dal 1969 al 1972 e dal 1992 al 1998.

All’Arena di Verona debutta nel 1977 con la regia di Romeo e Giulietta di Gounod.
Nel 1979 realizza Mefistofele di Boito e nel 1982, Otello di Verdi e la storica rievocazione dell’Aida del 1913.
Quest’ultima presente in ben 22 stagioni dal 1982 al 2019, risulta essere la creazione registica areniana con più rappresentazioni e più pubblico di tutti i tempi, rappresentata anche in Svizzera, Germania, a Vienna, Tokyo e Israele.
Nel 1987 cura la regia della Traviata e nel 1991 di Nabucco, ancora oggi rappresentato.

La sua attività di regista nel campo della Lirica si svolge in Italia, Austria, Ungheria, Slovacchia, Israele, Giappone, Cina e Oman: realizza la tetralogia di Wagner, opere di Monteverdi, Händel, Salieri, Mozart, Rossini, Donizetti, Gounod, Massenet, Puccini e di molti autori contemporanei (tra cui Corghi).

Nel 1996 è tra i fondatori dell’I.I.O.P, promotore di numerosi eventi.
Si ricorda in particolare la messinscena dell’opera di M. G. Zen Chronos Parádoksos con libretto composto da versi di 23 poeti di fama internazionale che ripercorre le tappe salienti della costituzione dell’Europa Unita (vincitore del premio Matteotti 2012).

Tra le produzioni cinematografiche: il film La Betìa, tratto dalle commedie del Ruzante, prodotto da A. Bini, con N. Manfredi, R. Schiaffino, M. Carotenuto e L. Toffolo. Di particolare rilievo è la prima produzione internazionale italo-inglese americana della RAI: Moses the Lawgiver (Mosè), sceneggiata da A. Burgess, con B. Lancaster protagonista. Si segnala anche Delitto di Stato con Fantoni e Brigliadori.

È stato docente presso l’Università IULM di Milano, la Scuola del Piccolo Teatro di Milano e Verona Opera Academy.

Nel 2009 è stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente G. Napolitano.